Biografia

Arrigo Musti Atelier

Arrigo Musti (Atelier 2014)

Arrigo Musti nasce a Palermo nel 1969. Frequenta la facoltà di giurisprudenza di Palermo ove si laurea col massimo dei voti e la lode e diviene avvocato e successivamente docente di diritto presso gli istituti superiori. Tuttavia, all’età di 28 anni, sente che la sua originaria passione è rimasta latente e si determina a studiare, da autodidatta, le tecniche pittoriche e l’anatomia umana. Lascerà a breve la professione di avvocato. Nel 2007 la città di Bagheria lo nomina consulente alle arti. Dopo un periodo dedicato allo studio ed all’analisi delle tecniche pittoriche l’artista matura un proprio stile che vedrà la pioggia “Rain” (nelle sue varie declinazioni: acid Rain, dirty Rain, radioactive Rain ecc.) come minimo comun denominatore della sua produzione iniziale. La metafora della pioggia è veicolata da un sottile lancio di colori su definite immagini di anonimi volti di giovani e anziani senza pupille, il tutto con una tecnica mista ad olio su tela. Anche il mito è oggetto d’interesse di Arrigo Musti. In diverse declinazioni l’artista ritorna ciclicamente a confrontarsi con le proprie radici culturali mediterranee e classiche. In una potenziale era massificata e globalizzata l’artista trova nelle statue greche e romane, seppur corrose dai graffi del tempo e della pittura per traslato, e nel loro significato, ormai disperso, di tensione verso il buono ed il bello, l’immagine della nostra contemporaneità. La Grecia di oggi “docet”. Basti vedere le opere del ciclo: “G.T. Greece Today – Drops on surfaces 2015″, come Red Aphrodite, per scorgere nei colori volutamente sgargianti di una dea della bellezza monca, imbarazzata (il rosso è la timbrica dominante il quadro) e senza ammiratori, la deriva relativistica della nostra “vacua” contemporaneita’. A proposito il regista Giuseppe Tornatore scrive: “..oltre alla straordinaria capacità di fondere luci, forme, colori in un’armonia visionaria innovativa, per certi versi provocatoria, che allarma ed inquieta, ciò che nell’opera di Arrigo Musti specialmente colpisce e sorprende mi sembra la sua estetica del turbamento per un mondo che ha perduto la propria mitologia..”. Il 2008 sarà l’anno in cui i lavori di Arrigo riscuoteranno, per la prima volta, un’attenzione di rilievo internazionale. Dopo una mostra personale presso il consolato generale del Regno del Marocco tenutasi a Palermo, dal titolo “Oil and Blood Rain”, che riceve un inaspettato successo di pubblico e mediatico (la mostra viene visitata, anche, dallo storico Maurizio Calvesi), su iniziativa di una galleria di Londra, Arrigo partecipa, con alcune opere di grandi dimensioni, ad una mostra collettiva di respiro internazionale presso l’Aja. La casa d’aste Christie’s, in questa circostanza, offre all’asta i quadri di Arrigo. Successivamente mr. Serge Brammertz, procuratore presso il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja per la ex Jugoslavia,  acquista per conto delle Nazioni Unite,  due opere di Arrigo per esporle permanentemente presso il Tribunale Internazionale (ICC). Una terza viene acquistata dalle Nazioni Unite ed inviata al Tribunale internazionale della Sierra Leone (Freetown) S.C.S.L. Special Court of Sierra Leon. oggi essa è esposta nella stessa città africana presso il Museo per la memoria dei crimini efferati della guerra civile. La forza di queste opere, descritte dagli storici dell’arte che si sono occupati della produzione di Arrigo, viene colta “ictu oculi” come messaggio universale da queste ultime Istituzioni.  Arrigo devolverà l’intero ricavato a vantaggio della Croce Rossa del Regno UnitoAd ottobre dello stesso anno, altre due tele di grandi dimensioni della serie “Oil and blood rain” vengono poste all’asta da Hugh Edmeades, chairman di Christie’s South kensignton, presso una galleria di Londra. Le opere di Arrigo vengono esposte in mostre personali e collettive in Italia, Francia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti. Sempre nel 2008 la casa editrice d’arte Kalòs pubblica: “impop art” In questo catalogo Arrigo indica le linee guida della tematica culturale sottesa ai suoi lavori.
Dal 2009 Arrigo viaggia sistematicamente da Palermo a Roma, ove entra a contatto con l’ambiente dell’arte della capitale. Nella Capitale conosce personalmente il gallerista Larry Gagosian, grazie al magnate Roberto Bilotti. Il gallerista Newyorkese ricevera’ una tela di Arrigo della serie “portraits-rainmakers” proveniente dalla collezione Bilotti (L. Gagosian portrait). Oggi la tela si trova nella collezione privata di L. Gagosian a New York. 
Le opere di Arrigo, per il quale già avevano scritto: Gregorio Napoli, Evgaenjii Solonovic, Georges De Canino e storici dell’arte come Dora Favatella Lo Cascio (direttore del museo Guttuso), ricevono la prestigiosa presentazione di Maurizio Calvesi (di lui scriverà lo stimo di fama mondiale: “una pagina nuova nella pittura non solamente Siciliana”) ed Augusta Monferini, già soprintendente alla Galleria Nazionale D’arte Moderna di Roma (GNAM), per il catalogo “Rain” (in italiano, spagnolo ed inglese) dell’omonima mostra personale tenutasi negli U.S.A. nel 2009 presso la Wright State University, il missing Peace art space ed il Dayton Peace Museum. Dal 2010 Arrigo è spesso invitato da università italiane ed estere per conferenze tematiche sulle sue opere e sul manifesto “Impop art”.
Nel 2011, per idea del curatore Vittorio Sgarbi e su indicazione del regista ed premio Oscar Giuseppe Tornatore, partecipa alla 54° Biennale di Venezia – Venezia Arsenale (Padiglione Italia – catalogo ed. Skira 2011, “L’arte non è cosa nostra” a cura di Vittorio Sgarbi). Ivi conosce il prof. Edward Luttwak e la moglie ed artista Dalya Luttwak, che esponeva in quella circostanza, un’opera di enorme dimensioni e profondo significato simbolico “Red Roots”. Arrigo rimane molto affascinato dal simbolismo e dalla forza di questa artista. Ciò avrà ripercussioni anche sullo stile di Arrigo che evolverà, in una fase della sua produzione, in un maggior simbolismo al limite con l’astrattismo, serie Drops (drops part 1 ed Iron Drops). Sempre in quell’anno Arrigo Musti giunge finalista al concorso mondiale (23 nazioni partecipanti) Arte e Bioetica” bandito dall’Unesco. con l’opera: Amniotic Rain 1. raffigurante un feto con 6 gambe, immagine forte che evoca la bambina indiana nata e poi operata con 6 gambe. Nel 2012 si inaugura “Nameless”, una mostra personale ed itinerante, presso Montecitorio complesso Monumentale di vicolo Valdina – Roma (Camera dei deputati) e che poi avrà come seconda sede Palazzo Sant’Elia della Provincia di Palermo (oggi sede della omonima fondazione). Il catalogo mostra è introdotto dallo storico dell’arte Marisa Vescovo, dal Prof. Aldo Gerbino e da Fabio Carapezza Guttuso Arrigo nel 2013 si trasferisce a Roma ove insegna presso il Liceo artistico Statale G. C. Argan ed è ospite degli storici dell’arte Maurizio Calvesi ed Augusta Monferini. Ivi matura una ulteriore evoluzione stilistica, che tende ad una maggiore sintesi degli elementi pittorici, e parallelamente alla nuova serie “Drops” e “Beautiful Decadence” disegna una linea di arredi di interni e maioliche (queste ultime sono progettate dall’interior designer Anna Russo e prodotte, in serie limitata, dalla ditta artigiana con alta specializzazione specifica Scianna). Questi lavori verranno esposti al CERSAIE di Bologna al MADE EXPO 2013 di Milano Fira Rho (con la J & Well interior design, www.jandwell.com) Presenta, sempre nel 2013, privatamente agli amici, tra i quali Edward Luttwak e la stimata artista Dalya Luttwak alcuni lavori della nuova serie Drops e Beautiful Decadence nel proprio Atelier di Bagheria (Palermo). E’ invitato a partecipare alla “settimana delle culture” di Palermo propedeutica alla canditatura di Palermo a Capitale della Cultura 2019 con una mostra personale dal titolo Drops curata dallo storico dell’arte Lorenzo CanovaNel 2014 riceve a Palazzo Marini (Camera dei Deputati) a Roma il prestigioso premio Italia-Usa della omonima Fondazione come riconoscimento all’attività artistica di rilievo che ha permesso un rafforzamento nei rapporti culturali tra Italia e Stati Uniti. Nel 2014, inoltre, è invitato a partecipare a due mostre personali in altrettanti musei d’arte contemporanea; il primo appartenente ai Musei d’arte contemporanea di Roma Capitale (Villa Torlonia – Casina delle Civette, dal titolo “Impop”, curata da Lorenzo Canova) il secondo presso il Comune di Castelbuono (PA) dal titolo “Drops” con catalogo di Lorenzo Canova. Sono in corso nuove acquisizioni museali delle opere di Arrigo. Nella filmografia, il regista Piero de Luca gira il film-corto “vite a metà“, 2009, ispirato alle opere di Arrigo (il film riceve alcuni riconoscimenti nazionali). Altri lavori di Arrigo appaiono nel film lungo (facendo parte del soggetto) di De Luca ed Aiello: “Libera me” ispirato all violenza domestica. Esso è risultato finalista nel 2016 al Los Angeles Cine Festival, e selezionato a Boston ed in festival Indiani del Cinema. Lavori di enormi dimensioni, trittico della serie Myth di circa metri 8(B) x 4(H) sono stati completati da Arrigo Musti nel 2016 nel bellissimo Castello Lanza Branciforte di Trabia in Sicilia, dimora storica del principe Raimondo Lanza di Trabia. Ivi fanno parte di un percorso espositivo cui partecipa anche l’artista americana Dalya Luttwak, con una istallazione, Gold Roots.   

L’atelier di Arrigo si trova a Bagheria (Palermo) e nei suoi spazi collegati privati concessi è oggetto di visite (anche di scolaresche) presso una bellissima torre (ristrutturata all’interno) e, storicamente, sede di moti rivoluzionari anti Borbonici.

Arrigo vive e lavora tra Roma e Bagheria (Palermo).

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